Aranciu

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martedì 11 dicembre 2007




Generalmente chi parla di dovere.....
intende quello degli altri....

sabato 8 dicembre 2007

Il presidente dell'Iran Ahmadinejad Makwan Moloudzadeh il giovane gay

La condanna a morte era stata sospesa dalla magistratura, ritenendola “una
violazione dei precetti islamici e delle leggi morali terrene”.

In suo favore vi era stata, nell’ultimo mese, una mobilitazione internazionale.
Anche l’Italia era scesa in campo con l’organizzazione Gruppo Everyone.
L’ayatollah conservatore moderato Mahmud Hashemi,

capo dell’apparato giudiziario, aveva chiesto un nuovo giudizio per il ragazzo.

E invece Makwan Mouloudzedeh ieri mattina è salito sul patibolo

del carcere di Kermanshah, nella parte ovest dell’Iran.

Non era stati avvertiti nemmeno i familiari e il suo avvocato, Said Eqbali.

Sembra che Makwan, quando fu arrestato l’anno scorso nella sua cittadina,
Paveh, sia stato portato in giro per le strade sopra un asino, come umiliazione.
Un episodio che riapre la polemica sulla discriminazione sessuale in Iran.

Diverse organizzazioni per i diritti umani continuano a denunciare le esecuzioni
di giovani condannati solo perché omosessuali.

Esecuzioni applicate anche nei confronti di minorenni o di persone che,

all’epoca dei fatti contestati, erano minorenni.

Così come è accaduto a Makwan.

Lo scorso agosto ebbe miglior sorte Pegah Emambakhsh,

una lesbica iraniana rifugiatasi in Inghilterra

per sfuggire a una condanna a morte per omosessualità.

Il suo governo ne chiese l’estradizione.

Grazie ad una massiccia mobilitazione internazionale,

a cui aderirono migliaia di cittadini e centinaia di associazioni

e organizzazioni per i diritti umani, Pegah scampò alla morte.

Tre mesi fa, il presidente iraniano Ahmadinejad, durante una visita alla
Columbia University degli Usa, affermò che gli omosessuali non sono perseguitati
nel suo paese perché…“non esistono”. Per paradosso ne hanno impiccato uno.



giovedì 6 dicembre 2007


A big black bug bit a big black bear,
made the big black bear bleed blood.

di Rossana Campo

Cammini di notte per la città, i pensieri sono confusi. Ci sono certe serate che ti senti come un vecchio pugile sconfitto, senza più fiato, senza gambe, pestato dalla vita. Con gli occhi tutti gonfi e chiusi. In questi momenti mi dico: adesso chiamo Sergio Tasca. Il mio amico Sergio Tasca. Per fortuna c'è lui. Con Sergio ci siamo conosciuti al bar di Armando in via Quattro Fontane, a Genova, ultimo anno di università, era il 1986. Un secolo fa. Facoltà di Lettere e Filosofia, eravamo due giovani studenti appassionati di poesia, letteratura e cinema. Appena ci siamo visti, una mattina, seduti al bar di Armando, un giorno che girava così così, che cercavamo di svegliarci davanti a due caffè tozzi, abbiamo cominciato a parlare. Dell'università, di poesia e di romanzi, e poi il discorso è scivolato tranquillo verso le sfighe sentimentali, e su quanto sanno essere stronzi certi uomini, e come ti sanno illudere e spezzare il cuore come se niente fosse. Io raccontavo di come sanno mandarti al tappeto certi tipi, senza che tu riesca nemmeno a capire come hai potuto essere così ingenua, e non studiare nemmeno per un momento le mosse dell'avversario. Il mio infame amore di allora non ricordo nemmeno chi fosse, forse era un tipo ossessionato dalla mamma. L'amore di Sergio invece me lo ricordo benissimo, perché è anche grazie a lui che è nata la nostra amicizia. L'amore infame di Tasca era un giovane filosofo che gli lasciava intendere sempre qualcosa e alla fine non si concedeva mai. Con Sergio trascorriamo lunghe mattine e interi pomeriggi seduti al bar di Armando a raccontarci per filo e per segno tutto quello che ci fa impazzire dei nostri rispettivi amori.Ci lanciamo nelle rispettive descrizioni, un po' ossessive, di dettagli dei loro corpi. i visi, gli sguardi, il tono della voce. e ancora i gesti e gli incontri. Tutte quelle narrazioni leggermente paranoiche che amano fare gli innamorati (be', forse alcuni innamorati) e che risultano colme di particolari insignificanti, alla ricerca di un segno, di un qualcosa che ci sveli o ci illumini sulla verità del nostro oggetto d'amore. Mi ricordo che un pomeriggio, dopo avere valutato lungamente i pro e i contro della relazione di Sergio col suo bello, siamo arrivati alla conclusione che questo filosofo poteva sì sentire amicizia o attrazione per il mio amico Sergio, ma decisamente non dava segni di interesse più profondo. Così Sergio organizza una cena a tre in casa del suo amico per presentarmelo, e ricevere da me un parere definitivo. Una valutazione esterna che avrebbe tagliato la testa al toro, come si dice. Durante la cena parliamo poco tutti e tre, beviamo una discreta quantità di vino rosso delle Langhe prodotto dal papà di Sergio e il giovane filosofo continua a guardarmi. Sergio continua invece a guardare il filosofo.
Io guardo Sergio per fargli capire che non deve mostrarsi così cotto. Questo strano fuoco incrociato di sguardi si conclude dopo la terza bottiglia di vino, quando il filosofo mi prende per mano e mi porta nella sua camera da letto dove finiamo per passare qualche buon momento insieme. Eravamo giovani, eravamo liberi e belli e amavamo la poesia e l'arte e la filosofia. A mezzogiorno il filosofo dorme ancora e io mi alzo per farmi un caffè e trovo l'amico Sergio Tasca in cucina che fuma e guarda una cassetta di Almodovar. Gli dico: Sei incazzato nero, eh. Certo cho sono incazzato nero, faccio una cena per cuccare uno che mi piace da matti e te lo fai tu. Io non so che dire, ha ragione lui, provo a farfugliare che ero un po' sbronza e che in fondo, in questo modo, abbiamo tagliato la testa al toro, come volevamo, il nostro filosofo è evidente che preferisce le ragazze. Sono uscita a camminare per la città con un gran magone dentro. Ho capito di aver fatto una grande cazzata. Anche se il tipo mi piaceva, non avrei voluto perdere il mio amico Sergio per niente al mondo. Non avrei voluto avere nessuna storia con nessun filosofo se questo significava perdere Sergio, le nostre chiacchiere al bar di Armando, i racconti degli amori, dei magoni, delle paranoie, e le risate e i discorsi su Sylvia Plath e Virginia Woolf e tutte le altre poetesse schizzate e suicide che amiamo. Gli amori vanno e vengono e i soldi sono sempre pochi, la precarietà che aleggia sulle nostre vite sarebbe stata una costante (visto che tutti e due da grandi volevamo fare gli scrittori). Ma l'avevo già sentito, l'avevo intuito presto, che qualunque botta ci sarebbe arrivata dalla vita, qualunque uomo ci avrebbe spezzato il cuore, qualunque fallimento esistenziale ci saremmo trovati a fronteggiare, la nostra amicizia sarebbe stata un'enorme risorsa. Dopo quella serata abbiamo fatto la pace. Quattro anni dopo io sono andata a vivere a Parigi, lui ha girato un po' l'Europa e ha abitato in varie città. Eppure in tutti questi anni non siamo rimasti mai più di una settimana, al massimo quindici giorni senza telefonarci, o scriverci o mandarci dei messaggi.Sei o sette anni fa ho incontrato un altro grande amico, Fred. È un napoletano trapiantato a parigi da 15 anni.Fred insegna in un liceo francese ed è un ragazzo che ha passato molti momenti tosti. A un certo punto ha trovato casa proprio vicino a me, ora mi basta attraversare la strada che lui è lì. Anche con Fred ci sono le nostre parole, e le risate e i magoni che condividiamo. C'è il racconto delle catastrofi, degli amori, della letteratura e della politica, e per me è diventato una specie di maestro di saggezza casalingo. È anche diventato, come ama dire lui, la mia musa letteraria, perché mi ha ispirato alcuni personaggi dei miei ultimi romanzi.
Ci sono queste massime di Fred che raccolgo e conservo come una specie di manuale di istruzioni per la vita. Eccovi la sua massima numero uno: "Coltivare con cura tutti gli affetti e avere il coraggio di essere felici!". Nella versione più sintetica: "Il coraggio di essere felici". Ce ne sono poi altre, per esempio ce n'è una buona per tutti coloro che pur essendo stati già messi kappaò tendono a imbarcarsi sempre nello stesso tipo di umanità. Ecco cosa dice Fred al proposito: "Perché ostinarsi sempre a ripetere la classe quando si è già stati promossi?".Per finire c'è quest'altra perla di saggezza, già più volte distribuita a tutte le mie amiche iscritte al club Donne che amano troppo: "Il fatto è che siamo talmente abituati a sentire l'odore delle latrine che non riusciamo a percepire odori diversi. Siamo talmente abituati a rinchiudere la nostra vita in un cesso emotivo che chiudiamo gli occhi sulle numerose possibilità che la vita ci offre". Altro pregio di Fred, la cucina. Adesso non vi sto a descrivere tutte le cene che mi ha preparato, per me e per gli altri amici. Non vi sto a dire quante volte mi ha salvato anche in queste occasioni. Sergio Tasca e Fred sono i miei due migliori amici, ma ne ho altri buoni come loro, ci sono Roby e Jean-Luc, e Paolo, Philippe e Aldo, sono tutti molto diversi, alcuni hanno un aspetto piuttosto virile, altri sono delle vere signore, come si definiscono loro per prendersi un po' in giro. Alcuni sono introversi e un po' ansiosi, altri molto simpatici, generosi, materni. Alcuni sono sfigatissimi in amore e altri hanno delle belle storie. Qualcuno di loro ci dà dentro, altri sono selettivi e cercano il magico incontro. Ma tutti quanti questi miei amici sono gay. E pian piano, col tempo, sono diventati le persone che vedo più volentieri, con cui trovo più interessante passare le serate o i pomeriggi. Mi è capitato sempre più spesso che, se ero in vena di confidenze o se avevo bisogno di condividere una serata alcolica, ho cercato uno di loro. Più loro delle mie amiche donne (biologiche). Chissà, forse perché, come diceva Oscar Wilde, "la donna che non sa rendere piacevoli i suoi errori non è che una femmina"...Be', certo, contano anche le scelte di vita. Parecchie mie amiche hanno messo su famiglia, hanno fatto figli, si sono buttate a capofitto nella carriera, si sono sposate e divorziate, e qualcuna si è pure risposata, e io che non ho fatto niente di tutto questo mi sono sentita sempre più lontana. E i miei amici gay sono entrati sempre di più nelle mie giornate. Io li trovo in genere più intelligenti e sensibili e colti della media dei maschi etero. Li trovo interessanti perché anche se hanno 30, 40, 50 anni non si sono seduti in poltrona come la maggior parte delle donne e degli uomini straight.
Mi piacciono perché hanno sempre voglia di corteggiare, di piacere, di stupire, di farsi belli, di andare a ballare, di andare in piscina, di leggere e parlare di romanzi, di teatro e mostre d'arte. Perché amano ancora la notte e i vizi e gli stravizi e adorano raccontarli e metterli in scena. Perché sanno come poche altre persone che cos'è la sofferenza, cosa vuol dire sentirsi giudicati, criticati, non capiti e insultati. Ma hanno imparato a non piangersi addosso. E se hai dovuto faticare per arrivare a sentirti libero, e capace di essere quello che sei, o quello che vuoi essere, la vita in genere l'apprezzi di più. È un po' troppo idealizzata la mia visione dei gay? Forse, ma io trovo che sia diventato così piatto e piccolino il nostro mondo! Siamo tutti tuffati nel tran tran del lavoro, dell'ansia di non farcela, e dei conti da pagare, e dei figli, e dei mutui, e delle giornate con l'acqua alla gola. È anche per questo che mi sembra completamente irreale la favoletta del "familidei" che ha cominciato a un certo punto a prender corpo nella nostra Italietta (così lontana dal resto dell'Europa), dove si levano frasi un po' deliranti, tipo: difendiamo la famiglia, difendiamo i valori. Cos'è mai la famiglia e quali sono i valori? Per me famiglia è un gruppo di persone che si vuole bene, è felice di stare insieme e decide di sostenersi negli alti e bassi dell'esistenza. Famiglia con valori è un gruppo di persone su cui sai di poter contare, e dove trovar rifugio nei momenti di bufera, o per condividere allegria. Cos'hanno a che vedere le nostre vite con le descrizioni tremolanti dei politici italiani del cosiddetto centrosinistra, o con l'irreale rappresentazione che ne danno la Chiesa e la destra? Io dico che tutti quelli che hanno ancora il desiderio e la speranza di vivere in un Paese non inginocchiato al potere della Chiesa cattolica, un Paese dove le parole diritti civili significhino ancora qualcosa, dovrebbero esprimere la loro solidarietà e battersi insieme a tutti i gay, le lesbiche, i bisessuali e i transessuali, perché mi sembra che oggi siano loro i veri guerrieri dell'umanità, l'ultimo baluardo in difesa delle nostre conquiste sul terreno dell'indipendenza, della libertà di vivere e curarsi, e magari anche morire come desideriamo. Io dico che i gay sono un dono per tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
(Pubblicato il 25 luglio 2007 sulla Repubblica delle Donne)


Il ritmo frenetico
al quale l'uomo del nuovo millennio
è costantemente sottoposto
è spesso causa di negatività e malessere.
Troppe volte ci lasciamo sopraffare
dai problemi quotidiani,
inducendo il nostro organismo
ad affaticarsi e a disperdere inutilmente
energie preziose
perdendo di vista il corretto stato psicofisico.
Un primo passo da fare
per affrontare queste condizioni di disagio
è sicuramente di guardare profondamente
dentro noi stessi
per ritrovare le nostre qualità interiori
che ci permetteranno di armonizzare
mente anima e corpo.











mercoledì 5 dicembre 2007



Facendone un peccato
il Cristianesimo ha fatto molto per il sesso....

La castità è il miraggio degli osceni....

La castità
è la più pericolosa di tutte le aberrazioni sessuali.

ABERRATI ?

A volte è più difficile
privarsi di un dolore
che di un piacere....

Il più delle volte un'aria di dolcezza o fierezza in una donna,
non significa che essa sia dolce o fiera:
è semplicemente un modo d'esser bella.....
.
La mano laboriosa
fa sempre qualche cosa.....

Una cipolla dice ad un'altra:
Io non li capisco proprio, gli esseri umani:
prima ci fanno a pezzi e poi piangono!
Piangere sul latte versato?





Se non esistesse la fotografia........
.....quante cose ci perderemmo..........




......si.....ci perderemmo troppe cose......




Dove cade la goccia
dove cade la goccia
la mia testa o la roccia
labirinti di vento
la vertigine è il tempo
un silenzio che agghiaccia
dove scava la goccia
la mia mente e il mio sesso
tagli sopra le braccia
l'impossibile adesso
saltimbanchi di gesso
è un bersaglio una freccia
dove scava la goccia
Luci rosse metropolitana
denti bianchi gomma americana
strangolato un fiore nella mano
violentata da un portoricano
No
una farfalla sulla schiena
no
quel pipistrello sulla schiena
oh oh oh.... Goccia
Dove scava la goccia
dove batte la goccia
la paura s'affaccia
la tortura è una danza
l'orizzonte è una stanza
che su me s'accartoccia
dove batte la goccia
BERTE'
.

La filosofia non è un tempio,
ma un cantiere.....



Soltanto quell'imbecille visionario di Hitler
ne poteva fare un simbolo sanguinario.

In amore ci vuole fortuna, ma anche un bel culo non guasta....
F.FAZIO

Quando un'attrice si ostina a non rivelare
per anni il nome del padre di suo figlio
è proprio perché non lo sa!

CHE STRANA LA NATURA



THE LUX

La guerra sta all'uomo
come la maternità alle donne.
F.T.Marinetti

Dov'è Mondello?

Una bella donna
non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia,
ma quella il cui aspetto complessivo
è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti.
DESIDERI COMUNI ?



Informazioni personali

Palermo, Italy
Non amo avere rotti i coglioni...e ...e detesto chi non li ha....