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... a Bagheria, e non coltivo agrumi!
Un incontro molto particolare quello con Leo Giammanco.
Molto burbero nei modi,
alla fine dell’incontro si apre alle nostre curiosità e ci rivela molti aspetti del suo lavoro.
Definirle serre, in realtà è un po’ troppo: si tratta infatti di 500 mq coltivati e dedicati interamente alle piante grasse o succulente, riparati da una tettoia e protetti da una rete.Quando arriviamo è appena incominciato il pomeriggio e riusciamo a goderci quell’effetto che ci concede il cielo delle campagne siciliane quando le nuvole sono cariche di pioggia. Appena entriamo, Giammanco mette un cd di Jan Garbarek. Il tu, dopo un po’, diventa obbligatorio.Come hai incominciato? Nel 1986 lavoravo come perito industriale per conto di un’azienda genovese che aveva i suoi stabilimenti a Termini Imerese. Ad un certo punto mi sono scocciato di tutto e mi sono ritirato qui in campagna. Tutti mi hanno dato del pazzo. Anche per i miei vicini ancora adesso io sono il contadino eccentrico: siamo a Bagheria e non coltivo agrumi…Quante piante coltivi? Esattamente non te lo so dire, come si vede, non c’è una ottimizzazione qui, e di questo sono quasi fiero. Questa serra non è certamente un ipermercato; per me è principalmente il posto dove posso venire a passare il mio tempo.Comunque ci sono circa 3000 tra specie e varietà differenti, almeno secondo la classificazione linneiana. Quali sono le più curiose? La maggior parte delle piante che sono qui, hanno origine soprattutto in Sudafrica. Ma c’è ne sono di tutto il mondo. Alcune sono anche di origine italiana, altre vivono in deserti freddi dove la notte la temperatura raggiunge i –20°. C’è ne sono alcune che puzzano e lo fanno per attrarre le mosche carnivore dalle quali si fanno impollinare. E’ vero che le piante grasse devono essere innaffiate solo una volta al mese? Oggi è in voga questa moda di innaffiare periodicamente, dettata dai consigli dei rivenditori. Le piante, intendo tutte, non dovrebbero stare negli appartamenti e si dovrebbero bagnare solo quando ne hanno bisogno. Ci sono alcune piante grasse che, al contrario di quello che si pensa, vivono in climi perennemente umidi, accanto ai fiumi, insomma non si può generalizzare. Quali sono le specie che riesci a vendere meglio? Devi sapere che il mercato delle piante grasse è un mercato di nicchia, per soli appassionati. Chi non è appassionato si accontenta delle piantine che gli vendo a 1000 lire l’una, mentre gli ammiratori delle succulente possono spendere qualunque cifra per una piantina come questa.(mi mostra un conophytum alto circa 7 cm.) che avrà circa 20 anni di vita. Spesso chi acquista lo fa perché guidato dalle leggende metropolitane: qualche tempo fa si era diffusa la voce, per esempio, che alcune piantine potessero riparare dalle emanazioni elettromagnetiche e in quel caso ne ho venduto veramente tante. Qual è la pianta che si vende di più? Sicuramente il cosiddetto “cuscino della suocera”, ma anche le piante “crestate” piacciono molto. Un lavoro che comunque ti dà da vivere? Io dico che lavoro un giorno alla settimana, quando vado a fare il mercato a Bagheria, e mi diverto per gli altri sei giorni, quando vengo qui. Comunque, per rispondere alla tua domanda, si. La terra, le coltivazioni florovivaistiche in maniera particolare sono abbastanza redditizie. Credo che con due tumuli di terra (circa 2400 mq) una famiglia può guadagnare, annualmente, la stessa cifra che assicurano due stipendi medi. Perché questa passione per le piante grasse? Ma non lo so, forse perché fuori sono spinose e dentro piene di succo, proprio come me.

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