.jpg)
Ogni secondo quasi 30mila persone contattano un sito porno.
E per molti diventa una patologia compulsiva.
Che distrugge la vita .
L’occasione è lì, a portata di mouse. Facile, comoda, pulita, igienicamente garantita, praticamente gratis. Senza tutte le complicazioni e le scocciature della realtà. Nessuna ansia da prestazione, nessuna necessità di intavolare anche il minimo accenno di relazione verbale. Solo consumo. Veloce, immediato, vorace, quasi animale. Forse la fruizione, seduti al computer di casa, penalizza un po’ la componente trasgressiva, l’aspetto estetico crolla di fronte al trash dei video amatoriali, ma alla fine che importa? È tutta una questione di consumo. Di sesso, in questo caso, come di alcol, o di videogiochi, o di shopping, le patologie compulsive più diffuse negli ultimi anni. Solo che, se lo shopping a oltranza mette a dura prova il conto in banca, con la dipendenza da sesso è tutta la sfera relazionale a crollare.L’ultimo allarme in ordine di tempo arriva da un’inchiesta condotta dalla BBC News fra 43 terapisti inglesi: l’80% degli intervistati conferma che la dipendenza sessuale da Internet, quella che spinge le persone a stare davanti al pc più di 8 ore al giorno, e a compiere fino a 10-12 “atti” sessuali - rapporti in questo caso è termine del tutto fuori luogo - è in deciso aumento. A confermare il fenomeno ci sono i dati del Cedis, il primo centro italiano di ricerca e trattamento della dipendenza sessuale aperto un anno fa a Roma: dicono che il 5,6% degli utenti di Internet spende fra le 11 e le 25 ore la settimana in rete alla ricerca di materiali porno, mentre l’1% ha una dipendenza grave e una fruizione che sale fino a 35/45 ore. E infatti il sesso su Internet è al terzo posto per valore economico nella rete: nel 2006 negli Stati Uniti ha generato guadagni per 2,84 miliardi di dollari.Altri numeri?Il 12% di tutti i siti è porno, così come il 25% di tutte le richieste ai motori di ricerca e il 35% di tutti i download. Ogni secondo si spendono 89 dollari in materiale pornografico e 28.258 persone lo stanno guardando, quasi sempre dall’ufficio; ogni giorno nascono 266 nuovi siti porno. Ce n’è abbastanza per dire che siamo di fronte a un’emergenza poco appariscente perché consumata in silenzio e in solitudine, ma estremamente subdola perché va a minare non solo i rapporti di coppia, ma la capacità dell’individuo di avere relazioni sane e, nei casi più gravi, di affrontare e vivere la realtà. «Nella pornodipendenza», spiega il dottor Emiliano Lambiase, psicologo al Cedis, «la ricerca di materiale pornografico o di attività sessuali online prende il posto delle relazioni autentiche e degli hobby. C’è un’incapacità di base della persona a esprimere e soddisfare i propri bisogni e le proprie emozioni nelle normali relazioni e attività della vita reale e quotidiana.
L’occasione è lì, a portata di mouse. Facile, comoda, pulita, igienicamente garantita, praticamente gratis. Senza tutte le complicazioni e le scocciature della realtà. Nessuna ansia da prestazione, nessuna necessità di intavolare anche il minimo accenno di relazione verbale. Solo consumo. Veloce, immediato, vorace, quasi animale. Forse la fruizione, seduti al computer di casa, penalizza un po’ la componente trasgressiva, l’aspetto estetico crolla di fronte al trash dei video amatoriali, ma alla fine che importa? È tutta una questione di consumo. Di sesso, in questo caso, come di alcol, o di videogiochi, o di shopping, le patologie compulsive più diffuse negli ultimi anni. Solo che, se lo shopping a oltranza mette a dura prova il conto in banca, con la dipendenza da sesso è tutta la sfera relazionale a crollare.L’ultimo allarme in ordine di tempo arriva da un’inchiesta condotta dalla BBC News fra 43 terapisti inglesi: l’80% degli intervistati conferma che la dipendenza sessuale da Internet, quella che spinge le persone a stare davanti al pc più di 8 ore al giorno, e a compiere fino a 10-12 “atti” sessuali - rapporti in questo caso è termine del tutto fuori luogo - è in deciso aumento. A confermare il fenomeno ci sono i dati del Cedis, il primo centro italiano di ricerca e trattamento della dipendenza sessuale aperto un anno fa a Roma: dicono che il 5,6% degli utenti di Internet spende fra le 11 e le 25 ore la settimana in rete alla ricerca di materiali porno, mentre l’1% ha una dipendenza grave e una fruizione che sale fino a 35/45 ore. E infatti il sesso su Internet è al terzo posto per valore economico nella rete: nel 2006 negli Stati Uniti ha generato guadagni per 2,84 miliardi di dollari.Altri numeri?Il 12% di tutti i siti è porno, così come il 25% di tutte le richieste ai motori di ricerca e il 35% di tutti i download. Ogni secondo si spendono 89 dollari in materiale pornografico e 28.258 persone lo stanno guardando, quasi sempre dall’ufficio; ogni giorno nascono 266 nuovi siti porno. Ce n’è abbastanza per dire che siamo di fronte a un’emergenza poco appariscente perché consumata in silenzio e in solitudine, ma estremamente subdola perché va a minare non solo i rapporti di coppia, ma la capacità dell’individuo di avere relazioni sane e, nei casi più gravi, di affrontare e vivere la realtà. «Nella pornodipendenza», spiega il dottor Emiliano Lambiase, psicologo al Cedis, «la ricerca di materiale pornografico o di attività sessuali online prende il posto delle relazioni autentiche e degli hobby. C’è un’incapacità di base della persona a esprimere e soddisfare i propri bisogni e le proprie emozioni nelle normali relazioni e attività della vita reale e quotidiana.

Nessun commento:
Posta un commento